A cura di Mario Gaetano
Due realtà della nostra regione sono balzate agli onori delle cronache per il loro rendimento. La prima, il Guidonia Montecelio, non ha certo bisogno di presentazioni. Da quando il Presidente, Mauro Fusano, ha preso in mano la situazione, la società è cambiata radicalmente dandosi un tocco di professionismo che, fino a quel momento, non aveva mai avuto.
Così è nata una struttura piramidale guidata, ovviamente, dal Presidente ed, a scendere, una serie di elementi di grandissimo spessore che erano, e sono, indispensabili per una compagine che vuole crescere e stabilizzarsi in serie C. Guidonia ha una base importante, un bacino di 90-100 mila abitanti con un comprensorio vicino di spessore (Tivoli e le sue bellezze architettoniche e culturali), e, pertanto, può trascinare nel rinnovato stadio almeno 2000-2500 spettatori.
Una chimera se rapportati alle poche decine di qualche anno fa. Ed i benefici, di tutto questo, non si intravedono solo nello stadio, rinnovato e tinteggiato che, con i nuovi lavori, aumenterà sicuramente la capienza, ma soprattutto con la classifica. I tiburtini sono quinti, con 28 punti in 20 partite, in un girone con compagini come Arezzo, Ravenna, Ascoli (che stanno davanti…), Vis Pesaro, Campobasso, Ternana, Sambenedettese, Perugia, Livorno e Torres (che stanno dietro…). Tra l’altro oltre al rendimento, già ottimo, negli ultimi 15 giorni sono arrivati elementi come Vitturini, Frascatore, Viteritti e Starita, calciatori che hanno fatto, e possono fare ancora, la differenza in serie C. In più è stato acquisito definitivamente dal Trapani (era in prestito) l’attaccante Diego Zuppel, un 2002 capace di realizzare una tripletta nella partita di Pineto, pareggiata dal Guidonia segnando due gol con un uomo in meno. Dulcis in fundo i complimenti vanno a Ciro Ginestra il quale riesce a gestire la rosa con sapienza ed, in più di un’occasione, con le sostituzioni e con gli accorgimenti tattici, ha portato la squadra a vincere, o pareggiare, partite che sembravano perse.
Oltre al Guidonia, di cui vanno tessute le lodi per l’ottimo comportamento in campionato, vanno rimarcate le gesta del Latina che, in Coppa Italia, ha giocato l’andata delle semifinali (il ritorno in casa il 28 gennaio). Giammai i neroazzurri erano arrivati così in alto nella competizione tricolore ed i risultati, ottenuti praticamente tutti in trasferta, avvalorano il cammino dei ragazzi pontini. Adesso perché non crederci? Manca veramente poco per alzare al cielo un trofeo che premierebbe la costanza ed il lavoro di calciatori che in campionato sono 14esimi ma che in coppa si trasformano e vanno come treni.
A loro va l’applauso di tutta la Regione e tutti gli sportivi perché, di questi tempi, non è facile emergere a tali livelli ed anche chi parte con i favori del pronostico, tanti soldi alle spalle ed una rosa importante (Antonini a Trapani…) non sempre riesce ad eguagliare piccole/grandi realtà come le nostre.





