L’approfondimento: “IMPIANTI E SITUAZIONI SOCIETARIE PARTICOLARI, ECCO COSA STA SUCCEDENDO NELLA NOSTRA REGIONE”

L’approfondimento: “IMPIANTI E SITUAZIONI SOCIETARIE PARTICOLARI, ECCO COSA STA SUCCEDENDO NELLA NOSTRA REGIONE”

A cura di Mario Gaetano

Società di serie D e di Eccellenza che vogliono fare calcio, investono, cercano i profili giusti per un’annata che sia all’altezza della situazione e poi si perdono in un bicchiere d’acqua. Quante volte è capitato? Dieci, cento, mille. In questa stagione, però, stiamo toccando veramente il fondo. Dalla bassa Maremma al Garigliano continuano a ripetersi situazioni incredibili che lasciano francamente interdetti.

IL CASO CASSINO – Il bubbone è scoppiato nella città Martire dove, la scorsa settimana, una delegazione di tifosi si è recata sotto il locale Municipio per sapere quando, e se, poter assistere nuovamente alle gare interne del Cassino. Sono volate parole grosse tra l’assessore preposto ed uno dei rappresentanti del tifo organizzato ma, alla fine, la partita interna contro l’Albalonga si è disputata ugualmente senza pubblico. E chissà quando i sostenitori cassinati potranno tornare a sostenere la loro squadra.

ALTRI IMPIANTI – Al di là di situazioni burocratiche che sono indipendenti dalla volontà di chiunque (molti impianti devono ricevere l’omologazione di Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine, Lega, ecc…) c’è da sottolineare come l’Albalonga giochi al Francesca Gianni di Roma, il Cassino a porte chiuse, il Valmontone ad Anagni, l’Ostiamare abbia sbloccato (dopo anni…) solo da poco la problematica relativa all’Anco Marzio, Unipomezia (e Pomezia…) giochino a porte chiuse, l’Anzio chieda ospitalità a Pontinia. Queste sono le situazioni più eclatanti ma basta scendere in Eccellenza affinchè le cose si complichino ancor di più considerati gli impianti in cui giocano Certosa, Astrea, Casal Barriera (che gioca al Castelli…), Tivoli (campo Ripoli), Roccasecca (S. Giovanni Incarico), Vis Sezze e l’ormai scomparsa Real Cassino.

CASI STRANI – Ma se contare su un fondo eccellente, o un impianto a norma, per tante società è una chimera, assai più difficile è spiegare come, e perché, avvengono situazioni alquanto strambe. E’ sotto gli occhi di tutti, infatti, che la Tivoli sia incappata in due errori incredibili (prima ha fatto giocare un calciatore squalificato poi uno non tesserato…), la Vis Sezze abbia fatto sei cambi (!) in una gara mentre alcune società, incredibilmente, continuino a prendere multe per l’assenza di acqua calda negli spogliatoi. Situazioni francamente imbarazzanti a cui si somma un’altra segnalazione proveniente direttamente dai campi dove si sono viste squadre giocare con magliette con numeri illeggibili, specie a 60 metri dall’azione. Ora, lungi dal voler disquisire sui colori sociali (in Milan-Como i rossoneri sono scesi in campo in gialloverde, i lariani con un completo blu ed arancione, la Roma con una divisa verde, ma in serie A, si sa, comandano sponsor e tv…), andrebbe chiesto, alle società di serie D ed Eccellenza, che ogni anno investono tanti soldi in calciatori, il motivo per cui non si riescano a vedere i numeri delle maglie, letteralmente illeggibili (a volte sono bianchi su sfondo celeste, rossi su sfondo arancione o azzurri su sfondo blu…). Ad inizio anno tute e divise costano un bel po’, è tanto difficile farle in un certo modo? E’ doveroso, infine, chiudere questa disamina sulla mancanza di informazioni da parte di tante società che non hanno un addetto stampa e nemmeno una persona di riferimento, a cui chiedere le informazioni del caso. La domenica ci ritroviamo in campo calciatori che fino a pochi giorni prima erano con un’altra squadra e che si sono trasferiti senza che nessuno sappia niente. Nel 2026. Quindi meglio spendere 20-30.000 euro per un nuovo giocatore che per un addetto stampa o per un aiuto in società. Giusto?