Fabio Calabresi si racconta: “Il livello degli allenatori sta crescendo”

Fabio Calabresi si racconta: “Il livello degli allenatori sta crescendo”

In un calcio sempre più dinamico e complesso, unire l’esperienza sul campo al conseguimento di titoli e riconoscimenti è fondamentale. Lo sa bene Fabio Calabresi, tecnico della Fortitudo Nepi in Prima Categoria e reduce dal coronamento di un altro grande sogno.

Il giovane tecnico ha conseguito il patentino Uefa A a Coverciano insieme a tanti mostri sacri ed ex calciatori professionisti. Un riconoscimento importante che segnala la volontà di crescere e aumentare la propria professionalità anche degli allenatori del nostro calcio.

Nel fargli i nostri più sinceri complimenti, abbiamo contattato il tecnico, ex Flaminia, Vis Aurelia e Pomezia tra le altre, per uno scambio di battute.

Buongiorno mister, come è andato il corso a Coverciano? Quanto ti ha arricchito?

Ero l’unico dei normali insieme ad Andrea Persia della Vigor Perconti. Fino a qualche anno fa li vedevo da tifoso allo stadio e adesso ho avuto la possibilità di confrontarmi con tanti ex calciatori professionisti.

E’stata un’esperienza estremamente formativa e anche profonda a livello umano. Sono rimasto in contatto con molti ragazzi e spero di poter continuare a confrontarmi e chissà magari anche lavorare con loro.”

Quali sono state le tue esperienze più significative da allenatore?

A livello umano, ti direi Vis Aurelia, che per me è stata casa. Anche il campionato vinto a Campagnano con il Presidente Marino Rosati è stato una forte emozione. Ti cito anche la Serie C femminile ad Aprilia. Con il femminile, mi piacerebbe ritornare perchè sento ancora di dover finire qualcosa.

Infine ti dico la Serie D con la Flaminia dei presidenti Ciappici e Bartone, con il direttore Chirico.”

Come sta andando l’attuale esperienza alla Fortitudo Nepi?

A Natale, eravamo a cinque punti al primo posto. Poi, c’è stato il recupero del 27 dicembre: una partita fortemente condizionata dall’arbitro dove siamo finiti con tante espulsioni e ben 11 ammonizioni.

A causa del referto del direttore di gara, abbiamo subito squalifiche ingiuste e pesanti che stiamo ancora scontando. Siamo stati costretti a disputare diverse gare con i nostri Juniores.

Segui ancora molte partite del nostro calcio? Il tuo sogno nel cassetto?

“Dalla terza categoria alla Serie D, cerco di guardare quante più partite. Come detto mi piacerebbe tornare nel femminile ma seguo molto anche il campionato di Promozione.

Sono orgoglioso del mio percorso di crescita, sempre graduale. Nel corso della mia carriera, sono riuscito a confrontarmi con praticamente tutte le categorie del settore giovanile e delle prime squadre. Mi piacerebbe molto anche legarmi qualche anno ad un allenatore professionista e poter entrare nel suo staff.”

Cosa ti sorprende in positivo e cosa in negativo del calcio dei dilettanti?

Nelle elite giovanili secondo me il calcio è troppo esasperato. C’è troppa volontà di fare queste categorie, mentre secondo me anche nei regionali c’è un buon livello con giocatori molto bravi.

Di positivo, anche nelle categorie più basse, sto notando una crescita generale nel livello degli allenatori. Ci sono diverse squadre molto organizzate. La Prima Categoria, per esempio, è cresciuta moltissimo, specialmente in alcuni gironi. Molte squadre si avvicinano al livello della Promozione e la differenza sostanziale spesso è soltanto nel numero degli allenamenti. “