Montespaccato Calcio: dopo 8 anni, la parola fine per un nuovo inizio. Oggi in Cassazione la decisione della confisca definitiva del “Don Pino Puglisi”

Montespaccato Calcio: dopo 8 anni, la parola fine per un nuovo inizio. Oggi in Cassazione la decisione della confisca definitiva del “Don Pino Puglisi”

A quasi 8 anni di distanza dai 58 arresti dell’operazione Hampa e dal sequestro di prevenzione del Montespaccato Calcio e del suo impianto sportivo, la Corte di Cassazione è chiamata oggi a decidere per la terza volta in merito alla confisca definitiva dei beni riconducibili a Franco Gambacurta, già condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione.

Una rappresentanza del rinato “Gruppo Sportivo Montespaccato” con un flash mob organizzato a Piazza Cavour davanti all’ingresso della Corte di Cassazione ha voluto testimoniare e condividere con l’opinione pubblica il proprio impegno diretto per la legalità e la giustizia sociale e confida che dalla Camera di Consiglio di oggi scaturisca la parola fine, che per un intero Quartiere, significherà anche un nuovo inizio.

Siamo qui davanti alla Corte di Cassazione – ha dichiarato Riccardo Tassi capitano del “Gruppo Sportivo Montespaccato” – per sottolineare 8 anni di impegno sociale e sportivo, nonostante difficoltà e ostacoli. Ora ci siamo quasi, per restituire definitivamente l’impianto sportivo al Quartiere e alle sue famiglie e il nome di Montespaccato alla legalità e all’onore della cronaca, non più per i reati commessi da un clan, ma per storie positive di riscatto sociale e sportivo”.

“Confidiamo – ha dichiarato il Presidente di Asilo Savoia Massimiliano Monnanniche si pervenga finalmente alla confisca definitiva dell’impianto sportivo. Senza un “Don Pino Puglisi” restituito al Quartiere e alla comunità non può esserci futuro per il “Gruppo Sportivo Montespaccato”.

“In ogni caso – ha aggiunto Monnanni – il 21 maggio celebreremo al Teatro Rossini i 10 anni del programma “Talento & Tenacia” insieme a tutte le istituzioni che in questi anni hanno accompagnato l’Asilo Savoia in questo percorso di restituzione dei beni confiscati alla legalità. Sarà in questa occasione che sulla base della decisione assunta dalla Corte di Cassazione potremo disegnare il futuro del “Gruppo Sportivo Montespaccato” attraverso l’attuazione completa del “Patto di Quartiere” sottoscritto con il Ministro per lo Sport, il Presidente della Regione Lazio e Roma Capitale o, viceversa, decretarne nostro malgrado, la fine”.

Il “Gruppo Sportivo Montespaccato” nasce nel luglio 2023 dal percorso di azionariato popolare lanciato il 21 aprile 2023 dall’azienda pubblica di servizi “Asilo Savoia” per la restituzione alla collettività della ex “Polisportiva Dilettantistica Montespaccato”, sottoposta a sequestro di prevenzione (e a successiva confisca) dal Tribunale di Roma nel 2018 nell’ambito di un’operazione che ha condotto a 58 arresti per reati vari aggravato dal metodo mafioso.

L’inserimento delle attività del Montespaccato Calcio e del Centro sportivo “Don Pino Puglisi” all’interno del Programma “Talento & Tenacia – crescere nella legalità” è avvenuto il 17 luglio 2018 a seguito di una specifica e pressante richiesta che la Regione Lazio rivolse all’ASP “Asilo Savoia”, unitamente al Tribunale di Roma, nell’ambito dell’accordo – senza oneri per la Regione Lazio – approvato con DGR 22 febbraio 2017, n. 79 e volto alla realizzazione del progetto sperimentale di inclusione sociale “Talento & Tenacia. Crescere nella Legalità”.

La gestione transitoria delle attività avviata dal 17 luglio 2018 avrebbe dovuto concludersi, coerentemente con le tempistiche di legge dei relativi procedimenti giudiziari, entro il 2022. In realtà tali termini sono stati ampiamente superati: con decisione assunta dalla Corte di Cassazione nel settembre 2022 è stato infatti disposto il rinvio, per una nuova trattazione della causa, alla Corte di Appello, la quale ha poi impiegato altri 18 mesi per giungere alla sentenza di revoca parziale del 24 giugno 2024. A tale sentenza, per la quale la Procura generale ha richiesto e ottenuto la sospensione dell’esecuzione, ha fatto poi seguito il secondo esame da parte della Cassazione (sentenza depositata il 9 dicembre 2024) che ha rinviato la decisione alla IV sezione della Corte di Appello, la quale, con una terza sentenza – emessa il 21 gennaio 2026 – ha confermato la confisca integrale dei beni riconducibili a Franco Gambacurta, compreso il 100% delle quote della società proprietaria dell’impianto sportivo.