Ostiamare, oggi l’esordio dei biancoviola al Renato Curi di Perugia

Ostiamare, oggi l’esordio dei biancoviola al Renato Curi di Perugia

A cura di Manlio Vignola

OSTIA- L’esordio che vale una storia: l’Ostiamare di David D’Antoni debutta in Serie C sul campo del Perugia. De Rossi alla guida del club, una matricola senza paura e un Curi pronto ad accendere la nuova stagione
NOVANTA MINUTI PER ENTRARE NELLA STORIA
Ci sono debutti che valgono più di una semplice prima giornata. Per l’Ostiamare quello di domenica sera al Curi sarà uno di questi: la prima partita in Serie C, contro un Perugia che parte con ambizioni importanti e davanti a uno degli stadi più affascinanti della categoria.
Un appuntamento costruito passo dopo passo dalla società guidata dal presidente Alberto De Rossi, chiamata ora a trasformare il sogno della promozione in una realtà lunga trentotto giornate. Di fronte, però, ci sarà subito una delle piazze più pesanti del campionato.
E proprio per questo la sfida di Perugia può diventare il miglior biglietto da visita possibile.
D’ANTONI, L’ESAME È SUBITO DI QUELLI VERI
A guidare l’Ostiamare ci sarà David D’Antoni, tecnico chiamato a dare identità e personalità a una squadra che si affaccia per la prima volta sul palcoscenico della Serie C.
La partita del Curi richiederà soprattutto equilibrio. Il Perugia avrà il sostegno del pubblico, la pressione di dover fare la partita e una rosa costruita con l’obiettivo di essere protagonista. L’Ostiamare potrà invece giocare sulla leggerezza della matricola, senza rinunciare alla propria idea di calcio.
La parola d’ordine sarà una: personalità. Perché al Curi non basterà difendersi. Servirà anche la capacità di uscire dalla pressione, di attaccare gli spazi e di sfruttare ogni momento favorevole.
IL PERUGIA CAMBIA QUALCOSA
Dall’altra parte ci sarà un Grifo che, dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia contro la Vis Pesaro, ha lavorato con grande intensità agli ordini di Aimo Diana.
Le indicazioni dell’ultima seduta raccontano di una squadra concentrata sui dettagli: possesso palla ad alta velocità, uscite difensive, inserimenti dei centrocampisti e una particolare attenzione alle palle inattive.
Ma qualche interrogativo resta.
Kabashi è in forte dubbio dopo il problema alla caviglia accusato in allenamento, mentre Cisco sembra destinato a un nuovo forfait. In mezzo al campo potrebbe esserci lo spostamento di Megelaitis, con Ladinetti e Carriero in corsa per completare il reparto.
Diana valuta inoltre l’inserimento del bulgaro Papazov nel trio difensivo, con Tozzuolo spostato a destra e Riccardi centrale. Sulla fascia sinistra cresce invece Cavallini, possibile alternativa a Borsoi.
E davanti c’è un’altra scelta da seguire con attenzione: Sabbatani potrebbe partire dal primo minuto accanto a un Canotto apparso già in grande spolvero. L’alternativa resta il giovane Agnissan.
GABBIANI, NIENTE TIMORE
Per l’Ostiamare il contesto è quello delle grandi occasioni. Il Curi, il Perugia, la prima giornata e una categoria nuova da conoscere.
Ma proprio qui può nascondersi la forza della squadra di D’Antoni: nessun obbligo di dimostrare tutto subito, nessuna necessità di inseguire i pronostici.
Il Perugia avrà sulle spalle il peso delle aspettative. L’Ostiamare potrà invece trasformare quell’attesa in energia.
De Rossi e la società hanno costruito il salto di categoria con l’ambizione di non essere semplicemente una comparsa. D’Antoni dovrà tradurre quella ambizione sul campo, iniziando da una trasferta che sulla carta sembra proibitiva ma che, proprio per questo, può regalare alla matricola la prima grande fotografia della sua nuova vita.
IL CURI, PRIMO PALCOSCENICO
Domenica alle 21 il campionato comincerà davvero.
Per il Perugia sarà l’occasione di cancellare subito il passo falso di Coppa e confermare le ambizioni della vigilia. Per l’Ostiamare sarà la prima pagina della sua storia in Serie C.
Una sfida tra chi vuole essere protagonista e chi vuole conquistarsi un posto nella nuova categoria. Il Curi sarà il teatro. D’Antoni e i suoi ragazzi proveranno a non fare da spettatori.
Perché certe prime volte non si dimenticano. E l’Ostiamare è pronta a vivere la sua.