A cura di Manlio Vignola
Il club del litorale si prepara a una nuova sfida. Tradizione, giovani e appartenenza restano le parole chiave di un progetto che vuole riportare entusiasmo attorno ai colori gialloverdi. E Maurizio Tortolano rappresenta una delle figure storiche della società.
OSTIA – C’è un calcio che vive di grandi riflettori e uno che, invece, trova la propria forza nel rapporto quotidiano con il territorio. La Pescatori Ostia appartiene senza dubbio alla seconda categoria: una società profondamente legata al litorale romano, al Borghetto, alle famiglie di Ostia e a una tradizione che negli anni ha saputo trasformare il calcio dilettantistico in un punto di riferimento per intere generazioni.
Ora davanti ai gialloverdi c’è una nuova stagione da costruire. La prima squadra punta a fare una buona promozione anche quest’ anno, mentre il club continua a sviluppare un percorso che comprende il settore giovanile, dall’Under 19 fino all’Under 14, e la scuola calcio. È una struttura che racconta bene la filosofia della società: non soltanto il risultato della domenica, ma la costruzione di un’identità destinata a durare.
TORTOLANO, UNA PRESENZA CHE RACCONTA LA STORIA
Nel percorso della Pescatori Ostia c’è anche la famiglia Tortolano, da anni legata alle vicende del club. Maurizio Tortolano è comparso negli organici societari come dirigente e il suo nome è documentato anche nelle cronache federali e nelle ricostruzioni delle precedenti stagioni.
Una presenza che va oltre il semplice ruolo: perché in una realtà come quella del Lodovichetti esperienza, conoscenza dell’ambiente e senso di appartenenza possono diventare valori decisivi quando si tratta di accompagnare una squadra verso una nuova stagione.
IL VALORE DELLA MAGLIA
La Pescatori non è una società nata ieri. La sua storia affonda le radici nel calcio popolare di Ostia e nel rapporto con il Borghetto dei Pescatori. Nel corso degli anni dal club sono passati anche giocatori arrivati poi ai massimi livelli, tra cui Andrea Silenzi, Massimiliano Cappioli e Alessio Scarchilli.
È una tradizione che pesa, ma che può diventare anche una spinta. La maglia gialloverde rappresenta un patrimonio da difendere e, allo stesso tempo, un punto di partenza per chi oggi vuole scrivere un’altra pagina della storia del club.
La società stessa indica nella passione, nello spirito di squadra, nel rispetto e nella crescita continua i propri valori fondamentali.
UN PROGETTO CHE PARTE DAI GIOVANI
Il settore giovanile è destinato a essere una delle colonne del progetto. L’idea è quella di creare un percorso nel quale il ragazzo possa crescere all’interno dello stesso ambiente, arrivando progressivamente a misurarsi con categorie sempre più impegnative.
È una filosofia già emersa negli anni passati. Nel 2017, ad esempio, Claudio Tortolano sottolineava l’ambizione della società sul vivaio, indicando nella crescita dei giovani e nella ricerca di risultati importanti uno degli obiettivi del nuovo corso.
Oggi quella stessa impostazione assume un significato ancora maggiore: costruire una prima squadra competitiva significa anche creare un serbatoio capace di alimentarla nel tempo.
LA PROMOZIONE E LA VOGLIA DI CRESCERE
La Promozione resta un campionato duro, nel quale organizzazione, continuità e capacità di soffrire spesso fanno la differenza più dei nomi.
Per la Pescatori Ostia la parola d’ordine dovrà essere equilibrio. Ambizione sì, ma senza perdere quella dimensione familiare che ha sempre caratterizzato il club. Il lavoro estivo servirà a dare forma a una squadra capace di affrontare un torneo lungo e complicato, con la consapevolezza che ogni punto conquistato passa dalla qualità degli allenamenti, dalla compattezza dello spogliatoio e dalla capacità di mantenere alta la concentrazione.
In questo scenario, figure esperte come Maurizio Tortolano possono rappresentare un collegamento naturale tra le diverse anime della società: la memoria di ciò che è stato, le esigenze del presente e le ambizioni per il futuro.
OSTIA ASPETTA I SUOI GIALLIVERDI
Il resto lo dirà il campo. Perché alla Pescatori Ostia, come in ogni realtà autenticamente dilettantistica, sono i novanta minuti della domenica a trasformare i programmi in risultati.
Ma una cosa è certa: il club gialloverde vuole presentarsi al via con una precisa consapevolezza. Non basta partecipare. Bisogna onorare la maglia, valorizzare i ragazzi, coinvolgere il territorio e provare, partita dopo partita, ad alzare l’asticella.
Il mare è sempre lì, a pochi passi. E anche il calcio del Borghetto è pronto a ripartire.
Con una storia da rispettare, una nuova stagione da affrontare e la voglia di tornare a far parlare di sé.




