BEPPE VIOLA, PARLA MISTER MAURO D’ANDREA (VIGOR PERCONTI): “SE PARTECIPASSIMO SAREBBE UN SOGNO VINCERLO!”

BEPPE VIOLA, PARLA MISTER MAURO D’ANDREA (VIGOR PERCONTI): “SE PARTECIPASSIMO SAREBBE UN SOGNO VINCERLO!”

Mister D’Andrea, con la sua Vigor Perconti 2000 e scudettata sta accedendo alle finali ma potrebbe essere presto grande protagonista al prossimo Beppe Viola…

Certo, la valenza del torneo è massima e io lo disputai da tecnico del Tor de Cenci classe 1995 qualche stagione fa ma uscii al primo turno dato che nel nostro girone si qualificò la fortissima squadra della Viterbese di allora e quindi anche se tanti dei miei ragazzi dei giovanissimi di quel team oggi hanno  fatto una bella carriera sportiva, il livello calcistico del Beppe Viola è sempre stato elevatissimo e chi vince è davvero al top in quel momento della stagione. In particolare mi trovo ora terzo in classifica con la mia Vigor e con uno scudetto da difendere dopo tanto lavoro, dunque è un bel dilemma, affascinante e piacevole al tempo stesso, ma ora abbiamo ancora molto la testa al campionato dato che siamo ad un passo dalle finali e ci basta poco per raggiungerle.

Se non dovesse vincere di nuovo almeno il titolo regionale, però, per lei e per la Vigor sarebbe quasi un obbligo provare a vincerlo…

Certo, la società ha ospitato tante partite, anche finali del Beppe Viola ed automaticamente, per noi come per tuttti i top club della categoria il Beppe Viola una volta persa la possibilità di vincere il campionato diventa automaticamente il traguardo numero uno, è palese, perchè è pur sempre la Champions League dei giovanissimi del calcio Laziale, sarebbe bello partecipare e vincere perchè so che la società prima o poi vorrebbe riuscirci senza ombra di dubbio ed arricchierebbe enormemente l’esperienza ed il curriculum calcistico dei ragazzi, come qualcosa di grandioso che resta per sempre, al di là di tutto.

Come sta la squadra? Sappiamo che arrivare in corsa dal gruppo 2002 non è stato facile, ma ora siete terzi e avete pareggiato da poco con la corazzata Urbetevere?

Esatto, nonostante tutto ora siamo tutta un’altra squadra, molto più sereni e consapevoli di essere in un ottimo momento e crediamo nei nostri mezzi sempre più al cento per cento, come dice lei proprio la partita con l’Urbetevere, che a inizio anno tutti davano come la squadra da battere, è stata la prova lampante che possiamo vincere o comunque fare benissimo contro chiunque se siamo davvero noi stessi, perchè alcuni blocchi mentali che c’erano sono stati rimossi col tempo e col lavoro in campo e fuori, anche a livello psicologico siamo ora un vero gruppo, unito e compatto…

Cosa aveva ravvisato nei ragazzi che allenava e come lo ha risolto…

Vede, io sono arrivato ad allenare debuttando alla terza giornata al posto di mister Muzzi dopo che questo club, questa selezione era penultimo e non era partito bene e la società mi ha spostato dal gruppo dei 2002 che dovevo far arrivare con un progetto almeno biennale fino alla disputa di un grande campionato giovanissimi, alla guida dei 2000 che dovevano difendere il titolo nazionale dilettanti ottenuto l’anno scorso. Ero arrivato dall’Urbetevere per una fascia di età e mi sono trovato a dover lavorare sulla testa di ragazzi già più grandi ma che non reggevano il peso di un tricolore sulla maglia o quantomeno lo sentivano veramente in modo eccessivo, non erano spensierati nè sereni quando arrivai io e questo si vedeva a occhio nudo, quindi abbiamo anzitutto dovuto tranquillizzarli aumentando l’autostima complessiva di ognuno. Abbiamo poggiato sul concetto di orgoglio del vestire il blaugrana vigor col tricolore sul petto, una responsabilità sportiva non da nulla per dei quattordicenni, ma anche sul fatto che a quattordici anni il calcio è sport, gioco ed esibizione corale delle qualità atletiche e morali di tutti loro per raggiungere insieme un traguardo. Dunque spensieratezza nella responsabilità, mai l’una senza l’altra, e piano piano tutti si sono sciolti ed hanno inizato a non giocare più da singoli, ma dentro all’economia di squadra, si sono esibiti sempre più al meglio ed il terzo posto con vista sulle finali sono certo che se partecipassimo ci porterà in caso anche a fare un Beppe Viola di altà qualità

Ci parli delle caratteristiche base del gruppo e di alcuni suoi elementi da seguire eventualmente nella manifestazione…

Siamo una squadra con tante alternative, modi di attaccare la porta, ma compatti e tecnici, difficili da superare in ogni situazione se crediamo in noi stessi e ci aiutiamo per tutta la gara. Ripeto, il narcisismo all’inizio era un modo sbagliato di provare a risolvere le partite, e andrà evitato se del caso anche al Beppe Viola, però la qualità tecnica e la capacità di correre coesi non ci manca. Come elementi in stagione, diversi come il capitano e centrocampista Spatara, l’altro mediano Pastorelli, il trequartista Pelliccioni ed altri sono stati o sono tutt’ora convocati in rappresentativa quindi sono nostri punti di forza da sempre, ma anche qualche 2001 di valore già gioca e si allena con i più grandi e viene utilizzato regolarmente, come la punta Di Bari, ma si sa, il Beppe Viola sa sorprendere anche gli osservatori abituali quindi qualche stellina che potrebbe fiorire man mano l’abbiamo anche noi, in quanto la Vigor giovanissimi ha una rosa ampia.