L’approfondimento: “Anno nuovo problemi vecchi ed ai tifosi chi pensa?”

L’approfondimento: “Anno nuovo problemi vecchi ed ai tifosi chi pensa?”

A cura di Mario Gaetano

Inizia un nuovo anno, il 2026, e, con gli auguri di prammatica per tutti, occorre sottolineare che, ancora una volta, i problemi che si trascina dietro il CR Lazio sono tanti, devono essere ancora affrontati e, possibilmente, risolti. A questi se ne sta aggiungendo un altro non di poco conto. Il campionato, infatti, riprende con un derby che promette scintille, quello tra Viterbese e Rieti, da giocare al “Rocchi” davanti alla sola tifoseria cimina.

Non è la prima volta, purtroppo, che l’Osservatorio sulle manifestazioni sportive “ferma” i tifosi ospiti (il Rieti in questo caso), obbligandoli a non seguire la squadra del cuore.

Era già successo per Roccasecca-Ceccano, due paesi divisi da pochi chilometri e da una forte rivalità e per Tivoli-Terracina (limitazione dei biglietti). Non è successo, invece, per il derby Gaeta-Formia dove entrambe le tifoserie, sfottò a parte, hanno dato segni di grande civiltà. Ecco, questo è il calcio che ci piace, vedere stadi pieni con passione, colore, anche sfottò, purchè rimanga tutto nella legalità, con i tifosi a divertirsi e gioire per la propria squadra del cuore. Le autorità preposte, ogni domenica, stanno vietando diverse partite, dalla serie A a scendere, con la scusa, naturalmente, dell’ordine pubblico. Per ovviare, a queste situazioni, il sistema calcio le ha provate tutte.

La più inutile della storia è stata la Tessera del Tifoso che, in origine, avrebbe dovuto permettere a tutti di seguire ovunque la propria squadra del cuore. Le Prefetture, in più occasioni, hanno deciso che a diverse partite non avrebbero potuto assistere tifosi ospiti, nemmeno quelli in possesso della Tessera del Tifoso. Poi il sistema calcio si è inventato la tessera del Club, altra presa in giro considerato che, in alcuni casi, i tifosi ospiti erano costretti a fare la Tessera delle società di casa per entrare nello stadio. Ma anche in questo caso i divieti sono stati implacabili. Poi ci sono tifoserie, come la Cavese in serie C, a cui viene sistematicamente vietato, da ben 12 partite, di andare in trasferta. L’unica concessa è stata la gara di Alessandria (813 km…), contro la Juventus N.G., partita a cui la tifoseria metelliana ha preferito non assistere non essendo d’accordo con le squadre B. Adesso questi divieti sono sbarcati anche nell’Eccellenza Laziale, campionato che, tranne rare eccezioni, difficilmente vede il tutto esaurito sulle tribune.

Perciò uno dei compiti del Cr Lazio, in questo 2026, sarà “cercare” di convincere le autorità preposte che il divieto di assistere a partite in trasferta, da parte delle tifoserie ospiti, equivale ad un fallimento di tutti. Tra l’altro Viterbese e Rieti, nel girone A, rappresentano due capoluoghi, due tra le tifoserie numericamente più importanti ed organizzate del girone. Nessuno merita di seguire la partita via radio perché non si riesce a fare diversamente.

Buon anno, allora, per il presidente Roberto Avvantaggiato e per tutto il Cr Lazio, nella speranza che oltre ai tanti problemi da risolvere, possano “cercare” di risolvere anche questo.