A cura di Mario Gaetano
Chi ha detto che in Eccellenza le protagoniste debbano avere nomi altisonanti o siano, obbligatoriamente, squadre di capoluoghi di provincia? La favola dello Sterparo testimonia l’esatto contrario. Ne abbiamo parlato con mister Gianni Fargnoli.
Mister in primis dove si trova Sterparo?
“Sterparo è una strada che collega Arnara a Ceccano”.
Una strada?
“Sì, una comunità di 40 famiglie, circa 200 persone. In Promozione giocavamo a San Giovanni Incarico, a 30 km di distanza, oggi giochiamo a Ripi, 6 km dalla “strada” famosa, il pubblico che ci segue è aumentato, un po’ per curiosità, un po’ perché stiamo facendo bene”.
La vostra è un’annata particolare…
“Certamente. Gira tutto per il verso giusto. Al di là di ogni rosea aspettativa. Il segreto? Un gruppo coeso, una complicità ed un entusiasmo dettato dai risultati. Poi ci siamo interfacciati con umiltà con l’Eccellenza, siamo stati ripescati a fine luglio mentre gli altri erano già in preparazione”.
Se non fosse stato ripescato il Montespaccato…
“Vero. Con il Montespaccato in D siamo passati automaticamente in Eccellenza. Ma il presidente (Guido Protani ndc) era tranquillo, noi dello staff un po’ meno. Finchè non c’era l’ufficialità non ci credevamo”.
Terzi lo scorso anno, siete stati catapultati in una realtà diversa.
“Proprio perché siamo arrivati terzi non credevamo in un ripescaggio. Poi le strategie sono cambiate. Abbiamo preso dei profili importanti come Darboe o Ginevrino, ex Cassino, giocatori di categoria superiore, poi dalla Città Martire sono arrivati altri 3-4 under di prospettiva. In più abbiamo confermato un blocco importante con Frabotta, Marrocco e tanti altri ragazzi che meriterebbero di essere citati”.
Uno dei fautori di questa favola è l’amministratore delegato Claudio Stabile.
“Verissimo. La società è stata bravissima ad integrare profili di categoria con giovani promettenti. L’unico nuovo acquisto dicembrino è stato Alessio Pompei, per il resto stiamo bene così”.
Pompei a parte non farete altro mercato?
“No. E’ arrivato solo un nuovo preparatore atletico, Filippo Argano, ex Isernia, Campobasso e Vastogirardi in D”.
Sterparo matricola terribile?
“Siamo la seconda squadra per rendimento in trasferta dopo il Certosa. In casa, invece, andiamo così e così. Probabilmente in tanti ci hanno snobbato all’inizio, per noi è stato un piccolo vantaggio. Ora le squadre ci affrontano in maniera diversa”.
Propositi per il 2026?
“Mantenere la categoria evitando i play out”.
E’ vero che il vostro portiere, Manni, vi ha definito una squadra “Arlecchino?”
“Sì (ride ndc). A causa delle nostre divise sgargianti. I nostri colori sociali sono amaranto e celeste ma spesso ci ritroviamo a giocare con delle divise totalmente differenti come arancioni o dai colori più disparati (ride ancora ndc). E quella del portiere non fa eccezione”.
Auguri mister, auguri Sterparo. Buon 2026.





