A cura di Mario Gaetano
Tra i compiti più difficili per un direttore sportivo c’è quello di allestire la squadra. Storia che si ripete, per chi ha un incarico preciso, ogni estate. Sotto il solleone il telefonino brucia alla ricerca di questo o quell’altro calciatore che possa essere messo al posto giusto. Compito probante, insomma, per tanti ma non per tutti. E’ singolare, infatti, il caso di squadre come la Viterbese o il Taranto (tanto per fare un esempio di carattere nazionale), compagini che NON sono riuscite a fare l’agognato salto di categoria e che (forse) si ritroveranno al via del prossimo campionato d’Eccellenza. Il nodo della questione è il seguente: come può, un ds, approntare una squadra senza sapere che categoria giocherà a settembre? La domanda andrebbe girata a coloro che stanno lavorando per questo. La realtà dice che la Viterbese, adesso, è in Eccellenza, ma con un titolo di D trasferirebbe armi e bagagli nella nuova categoria. Il Taranto, invece, sta chiedendo addirittura alla politica di intervenire in suo soccorso ma, visti i presupposti, con scarsi risultati. Detto che la situazione è totalmente diversa (la Viterbese vorrebbe “comprare” un titolo sportivo mentre il Taranto chiede un’ammissione in D senza averne i presupposti vista la classifica delle ripescabili…) andrebbero aggiunte due cose. In primis i tifosi della Tuscia sono i primi ad essere consapevoli che il patron Camilli, dopo essersi imbarcato in quest’avventura, sta facendo di tutto per riportare la squadra in una categoria consona al suo blasone, in secondo luogo il direttore sportivo incaricato (Mauro Ventura ndc), ha un piano A ed un piano B da sfruttare in queste circostanze. Se sarà D allora ci saranno giocatori appositi, viceversa si virerà su altri calciatori. Tutto questo, però, dovrebbe essere fatto in tempi stretti perché la nuova stagione sta per iniziare ed il tempo, per prepararla, è sempre di meno.
VITERBESE ANCORA IN BILICO TRA ECCELLENZA E SERIE D. COSA BOLLE IN PENTOLA?




