Viterbese quale futuro? Camilli lascia o raddoppia?

Viterbese quale futuro? Camilli lascia o raddoppia?

A cura di Mario Gaetano

VITERBO – Il pericolo scampato, una domenica cominciata con il magone che poi si è rivelata di festa, la Pro Calcio Tor Sapienza (senza gli squalificati Giordano, Soddu e mister Anselmi) spazzata via, l’Eccellenza salvaguardata. Tutto bello, tutto a posto, in casa Viterbese. Allora si riparte? Nemmeno per idea. Il patron Camilli, l’unico autorizzato a parlare con la stampa, al posto di sorridere, ha tracciato un quadro a tinte fosche sul futuro della società gialloblù.

“Ho preso questa rogna, che è una grossa rogna, che nessuno si immagina. Si parla di centinaia e centinaia di migliaia di euro di debiti. Mi dicono in tanti: Perché l’hai presa? Se non venivo io, la società sarebbe fallita, ti buttavano fuori ed, a quel punto, si ripartiva dalla terza categoria. Per cui, adesso, c’è da valutare se andare avanti o portare i libri in tribunale. Perché è un’azienda che fa l’Eccellenza e non la puoi fare con 500 mila di euro di debito”.

Non manca una stoccata ai predecessori: “Questi, in sei anni, non hanno mai pagato l’Iva. Io, invece, ho pagato tutto. Ho pagato i fornitori e dopo, però, sono usciti fuori 200 mila euro di Iva delle fatture che risultano non pagate. Qualcuno questi soldi se li è messi in tasca, perché non risultano versati nei conti correnti”.

Accuse pesantissime. Ed il futuro della Viterbese come sarà? Camilli non si tira indietro ed è chiarissimo, come sempre: “Due sono le strade. La prima opzione è portare i libri in tribunale. Dopodiché cercheremo un titolo in serie D, o in Eccellenza, e ripartiamo puliti, con una società senza debiti, perché, fra l’altro, i debiti non si possono neanche rottamare visto che, in passato, sono stati rateizzati e non pagati”.

Oppure? La seconda strada non è sicuramente ideale per il tifoso viterbese. “Sul calcio ho messo milioni, però voglio pagare quello che ho fatto io, non voglio pagare quello che hanno fatto gli altri. Vediamo che succede. Il mio compito di salvare la Viterbese l’ho portato a termine. Insomma potrei anche andarmene…” conclude Camilli. Questa è un’ipotesi che, vista la penuria di imprenditori locali in grado di gestire una società di calcio ad alti livelli, potrebbe essere devastante per il capoluogo della Tuscia.