Andrea Miracapillo saluta il Grifone: “Una stagione magica, qui mi sono sentito in famiglia. Ora aspetto la chiamata giusta”

Andrea Miracapillo saluta il Grifone: “Una stagione magica, qui mi sono sentito in famiglia. Ora aspetto la chiamata giusta”

Una stagione costruita in corsa, un gruppo nato quasi all’ultimo momento e capace di andare oltre ogni aspettativa. È questo il ricordo più bello che Andrea Miracapillo porta con sé dopo la conclusione della sua esperienza al Grifone alla guida dell’Under 16 dell’ Academy, chiusa con il rammarico per uno spareggio perso ma con la consapevolezza di aver compiuto un percorso importante.

«La definisco una stagione magica», esordisce il tecnico. «Abbiamo allestito la squadra in ritardo, praticamente in fretta e furia, ma i ragazzi si sono messi subito a disposizione. Hanno lavorato con grande sacrificio e questo ci ha permesso di vivere un’annata straordinaria».

Il dispiacere maggiore resta per l’epilogo. «Lo spareggio è sfumato e c’è tanto rammarico. Durante la stagione siamo stati condizionati da numerosi infortuni, alcuni anche ripetuti, tanto che ho dovuto coinvolgere diversi ragazzi del 2011. Ci hanno dato una mano enorme, ma alla fine il Cesano è arrivato alla sfida decisiva con più energie e ha meritato la vittoria».

Nonostante il finale, il bilancio non cambia. «Eravamo partiti per vincere il campionato e credo che la squadra abbia disputato una stagione straordinaria. I ragazzi hanno creduto nel lavoro proposto, seguendomi sia sotto l’aspetto tecnico che tattico. Il merito è soprattutto loro».

Poi il capitolo più delicato, quello dell’addio al Grifone. Nessuna polemica, solo tanta riconoscenza. «Non saprei spiegare il motivo della separazione. Quando finisce un rapporto, evidentemente era destino che andasse così. Sicuramente, come ogni allenatore, anche io avrò commesso degli errori e magari con il tempo riuscirò a capire meglio alcune situazioni».

Le parole di Miracapillo diventano poi un lungo ringraziamento: «Ringrazio il presidente Gismondi, il direttore Proietti, il direttore Silvestri, tutti i dirigenti, lo staff e ogni persona che lavora al Grifone. Ma soprattutto ringrazio i miei ragazzi. In questa società mi sono sentito davvero come in famiglia e porterò sempre con me il ricordo di questa esperienza».

Guardando al futuro, il tecnico racconta di aver avuto alcuni contatti che però non si sono concretizzati. «C’era un progetto importante, ma non è andato in porto. Ho saputo solo tardi che non avrei fatto più parte del Grifone e questo mi ha impedito di valutare altre opportunità. Avevo ricevuto diverse richieste, ma per rispetto della società ho preferito aspettare un confronto con la dirigenza prima di prendere qualsiasi decisione».

Oggi, però, prevale la serenità. «Sto vivendo anche un momento particolare dal punto di vista familiare, perché i miei genitori non stanno bene. In questo periodo voglio stare vicino a loro. Per il resto aspetto con tranquillità il progetto giusto: una società seria, con idee chiare, dove poter lavorare e dare tutto me stesso. Sono sereno e sono certo che, quando arriverà l’occasione giusta, sarò pronto».