Certosa, Jukic: “A Sezze non in gita, ma per i tre punti. Con Russo e Michesi rapporto bellissimo”

Certosa, Jukic: “A Sezze non in gita, ma per i tre punti. Con Russo e Michesi rapporto bellissimo”

A cura di Carlo Edoardo Canepone

Sembra non aver più intenzione di fermarsi il Certosa di mister Marco Russo che, con la vittoria casalinga di domenica scorsa contro il Centro Sportivo Primavera, ha portato a sei la striscia di gioie consecutive. 18 punti su 18 che hanno sensibilmente accorciato la classifica nelle zone nobili e riacceso la corsa alla Serie D. Ne abbiamo parlato con Andrea Jukic, attaccante classe 1993 neroverde arrivato nella sessione invernale di mercato.

“Andrea, anche la scorsa settimana è arrivata una vittoria importante che conferma ciò che ormai è evidente a tutti: il Certosa c’è ed è vivo”

“Quella di domenica è stata una vittoria positiva perché siamo stati bravi subito dopo il loro pareggio a tornare avanti. Una vittoria è importante a prescindere da come avviene, sia in una partita dominata che in una partita sofferta e un calciatore deve essere bravo a trarre le cose positive in ogni situazione e questo discorso vale sia nel calcio ma più in generale anche nella vita. Noi domenica non abbiamo mollato e sappiamo che situazioni del genere potrebbero ricapitare in futuro e con la giusta mentalità si possono affrontare”

“Domenica l’impegno sarà però molto complicato: a Sezze è praticamente uno scontro diretto e in caso di vittoria dareste un segnale ancora più importante”

“Sarà una partita particolare. Loro sono una squadra forte e noi, a differenze delle ultime partite, la affronteremo con una rosa un po’ corta tra squalificati e infortuni. Dobbiamo stringere i denti dal primo minuto, ma quel che è certo è che non andiamo lì per fare una gita, ma per i tre punti, nonostante le assenze”

“Poi ci sarà il Gaeta, mentre il 4 febbraio andrete dalla capolista UniPomezia, state già pensando a quella partita che potrebbe essere decisiva?”

“Ti dico la verità, noi siamo coscienti delle nostre qualità e viviamo partita per partita. Non abbiamo la pressione di dover vincere a tutti i costi, magari gli altri sì. Lavoriamo giorno per giorno per questi scontri diretti e un po’ ne parliamo, ma non tantissimo. Rimaniamo concentrati su noi stessi per migliorarci e dare il massimo”

“Per te non è una novità vestire la maglia neroverde visto che lo scorso anno hai vissuto la cavalcata dei play-off nazionali: cosa ti ha spinto a tornare?”

“Con mister Russo e il DS Michesi ho un rapporto bellissimo anche fuori dal calcio. Sono due delle poche persone a cui di un calciatore non importa solo il lato del campo ma anche l’extra. Mi ero trovato benissimo qui, come credo chiunque venga, anche perché sono tutti seri e competenti. Poi in estate è arrivata la chiamata dalla Toscana per giocare in Serie D, una proposta importante che ho accettato anche consultandomi con mister e direttore che mi hanno consigliato di andare. Purtroppo ho avuto alcuni problemi alla caviglia e sono tornato a Roma per curarmi. In quel periodo ci siamo sentiti e visti e mi hanno proposto questa opportunità visto che a loro serviva un’altra punta per la partita in corso o per quando Di Mario non ci fosse stato, mentre io cercavo di recuperare e stare sereno”

“Come procede l’alternanza con Di Mario? Come ti trovi con lui?”

“Benissimo, davvero. Nei rapporti tra giocatori dello stesso ruolo subentra anche l’intelligenza di una persona. Io nella mia carriera non sono mai stato invidioso e ho sempre legato tanto con gli attaccanti. Da subito, dai primi giorni in cui mi allenavo con lui, ho visto le grandi doti e qualità di Di Mario e il momento che stiamo vivendo aiuta ancora di più ad esprimerle”

“A tuo avviso la Coppa Italia in cui sono impegnate UniPomezia e Terracina può incidere sul campionato?”

“Dipende sempre da come uno affronta i momenti. Secondo me non sarà mai la partita in sé ad incidere, ma quanto i riscontri successivi alle partite”

“Chiudiamo parlando di un progetto di lavoro che stai portando avanti assieme ad un altro calciatore, Marco Sfanò”

“Sì, si chiama SJ Servizi Sanitari (@sj_servizisanitari_srl). Si tratta di un progetto per aiutare gli atleti quando hanno un infortunio e nei giorni successivi provano dolore. Possono contattare me o Marco (Sfanò) che li metteremo in contatto con l’ortopedico Dario Perugia a Villa Mafalda. Se il professore ritiene che il ragazzo vada operato, lo facciamo operare gratuitamente. Quando ho avuto io un infortunio serio ho visto che per i calciatori dilettanti era tutto molto più difficile, mentre noi offriamo questo servizio gratuitamente. Lo scorso anno abbiamo aiutato 150 calciatori”