Città di Fiano, parola a D’Achille: “Si può fare calcio con le idee, non solo con i soldi”

Città di Fiano, parola a D’Achille: “Si può fare calcio con le idee, non solo con i soldi”

Di giornata in giornata, sta prendendo forma il sogno del Città di Fiano, da neopromossa a capolista del girone B da moltissime giornate. Merito di un progetto serio e credibile, che dimostra che si può fare calcio ancora con idee e tanta passione. Abbiamo imparato a conoscerla questa squadra nel corso dei mesi e da cenerentola, si è trasformata in un’importante realtà in grado di recitare un ruolo da protagonista per tutto l’arco della stagione.

Indipendentemente da come finirà la battaglia per il primo posto con la Luiss, abbiamo voluto onorare il lavoro svolto da mister Pietro D’Achille, tracciando un bilancio su quella che è stata la stagione della sua squadra fino a questo momento.

Mister, te lo aspettavi che questa squadra potesse arrivare a giocarsi la vittoria del campionato a cinque giornate dalla fine? 

“Noi nasciamo per salvarci. Bisogna ricordarsi gli obiettivi e da dove siamo partiti. 

Poi, siamo stati bravi a mascherare le nostre difficoltà e, partita dopo partita, ad arrivare fino a qui. Nell’ultimo periodo, ci sono state criticità tra infortuni e assenze importanti come Vinasi e Andreoni. Ci sono ragazzi, come Ushe, che hanno dovuto giocare praticamente tutte le partite. 

Poi, chiaramente, è inutile nascondere che nel calcio gli episodi fanno la differenza e cose come la fortuna o la sfortuna incidono sempre. Per esempio, con la Nova 7, abbiamo fatto un’ottima prestazione, collezionando moltissime palle gol. Adesso vogliamo rimettere in piedi la macchina e ripartire.”

E’stato più facile giocarsi il campionato senza i riflettori accesi di doverlo vincere per forza o, nel corso del tempo, vi siete sentiti troppo sottovalutati?

“Egoisticamente, ti dico che è stato meglio così. E’stato meglio lavorare senza troppi occhi addosso. Io cerco sempre di essere vero e sincero con il mio gruppo, ma mi rendo conto che sono un martello e pretendo molto. 

Abbiamo creato un’ottima squadra, di grandi uomini e c’è sempre tanta voglia di stare insieme. Detto che rimanere dietro le quinte ci ha aiutato, sai bene che il calcio ha memoria breve. 

Ormai siamo costretti a vincerlo questo campionato, altrimenti ci ricorderanno come quelli che l’hanno perso. Gli otto punti di vantaggio che avevamo accumulato, con così tante giornate ancora da giocare, non sono stati semplici da gestire.”

Che difficoltà avete riscontrato nel corso del percorso, dovendo affrontare squadre ben strutturate e con un gruppo comunque molto giovane?

“Penso che meritiamo di vincere questo girone. Nel calcio si vince anche con le idee e non solo con i soldi. Il girone è stato duro, con tante squadre che avrebbero voluto vincerlo oltre alla Luiss. Villalba, Villa Adriana, Nova 7, Gregoriana, Parioli, Poggio Mirteto e Sporting San Cesareo erano partite con molte ambizioni. 

Inoltre, è un girone estremamente equilibrato e incerto, dove tutte le posizioni sono ancora in bilico. Penso che ci sia una buona qualità e, in controtendenza, ti dico anche che è pieno di giovani bravi. 

Noi, per esempio, abbiamo degli Under molto bravi che la differenza la fanno in positivo. Bisogna solo avere il coraggio di farli giocare e farli sbagliare. Abbiamo spesso finito le partite anche con cinque o sei fuori quota.”

Infine, ti chiedo che società hai trovato a Fiano? 

“Con il presidente Fabio Paradisi ci siamo incontrati qualche anno fa sui campi. Siamo sempre rimasti in contatto e ho avuto modo di conoscerlo prima come uomo e poi come presidente. 

Parliamo di una società molto giovane, fondata nel 2018, che in poco tempo ha allestito una bella scuola calcio e una prima squadra ambiziosa. Sono persone valide e sempre presenti al campo. 

C’è un forte senso di appartenenza e metà della nostra rosa è di Fiano. Abbiamo creduto negli uomini prima ancora che nei calciatori. Qui, ho  la possibilità di allenare veramente.”