MAIORANI: “UNA CENA A TUTTI SE BATTIAMO LA VITERBESE? NON ESAGERIAMO, PUO’ BASTARE UNA BOTTIGLIA DI SPUMANTE”

MAIORANI: “UNA CENA A TUTTI SE BATTIAMO LA VITERBESE? NON ESAGERIAMO, PUO’ BASTARE UNA BOTTIGLIA DI SPUMANTE”

Venticinque anni ed un futuro da ingegnere.

Francesco Maiorani ha le idee chiare sul suo futuro, anche se non scorda da dove è partito ed a cosa ha dovuto rinunciare in passato.

Cresciuto nel settore giovanile della Roma e considerato uno dei migliori prospetti nel suo ruolo, l’estremo difensore del Ladispoli ha successivamente pagato il fallimento del La Spezia che stava per sottoporgli un triennale in B.

Storie di ieri, che lasciano ferite ma da cui si può anche ripartire con slancio ed ottimismo verso il futuro.

“Degli anni a Trigoria conservo tantissimi ricordi, alcuni positivi, altri meno.

In primis tengo nel cuore il rapporto costruito con Franco Superchi che è stato il mio preparatore per sei anni, ma soprattutto è stato il mio papà calcistico.

E’ un po’ che non lo sento, colgo l’occasione per mandargli un grande abbraccio”.

A distanza di tempo, quali spiegazioni ti sei dato circa la piega che ha preso la tua carriera?

“Secondo alcuni, ho pagato qualche centimetro di altezza.

In realtà, credo che sia dipeso da un mix di fattori.

Penso di aver pagato ciò che è accaduto a La Spezia ed anche una discussione che ebbi con il mio agente di allora.

Onestamente non mi reputo un Buffon, però non credo neppure di essere l’ultimo arrivato.

Pazienza, vorrà dire che doveva andare così, però la vicenda mi ha anche dato la forza di ripartire”.

In che modo?

“Subito dopo il fallimento del La Spezia ho deciso di rimettermi sui libri e mi sono iscritto alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Tor Vergata.

Ora vivo con serenità e sono contento di ciò che ho”.

Il presente si chiama Ladispoli.

Lei è alla seconda stagione nel club di Paris.

Come procede il suo processo d’integrazione?

“Qui sto benissimo.

Ladispoli è praticamente una seconda casa per me.

La società è sana, seria, ti fa sentire importante”.

Mancano meno di ventiquattro ore a Ladispoli-Viterbese.

Qual è l’atmosfera all’interno dello spogliatoio?

“Ci siamo allenati normalmente, anche se è chiaro che non è una vigilia come le altre.

Sappiamo di giocarci un traguardo importante e con la testa siamo già a domani”.

Che partita sarà?

“Sulla carta ed anche basandosi sui dati emersi dal campionato, loro sono una squadra molto forte.

In loro non vedo punti deboli, sarà una partita difficilissima”.

Avrete assenze pesanti tra le vostre fila.

“Non si può negare che fare a meno di gente come Ponzio, Graniero, Bacchi e tutti gli altri costituirà un problema, però sono fiducioso, perchè chi li sostituirà darà il 101% per non farli rimpiangere.

Domani sarà determinante il contributo di tutti, anche di quelli che non potranno giocare”.

Quale arma deve sfoderare il Ladispoli per conquistare la finale?

“Dovremo fare affidamento sulle nostre qualità.

Siamo una squadra giovane, tignosa, ma anche dotata di buona qualità sotto il profilo tecnico.

Merito del buon lavoro svolto dal club e dal mister Graniero.

Il Ladispoli non molla mai.

Chiaramente per battere la Viterbese Castrense dovremo fare la partita dell’anno”.

Se la sente di promettere qualcosa, in caso di risultato positivo?

“I miei compagni mi conoscono bene.

Se promettessi loro una cena, non ci crederebbero mai (ride)…”.

Che ne dice di un aperitivo?

“Meglio cavarsela con una bottiglia di spumante da condividere nello spogliatoio.

Quella posso garantirla”.

Prosit!