Sora, l’allarme del Presidente Tinto: “Senza amministrazione e imprenditori locali non si può fare calcio in questa città”

Sora, l’allarme del Presidente Tinto: “Senza amministrazione e imprenditori locali non si può fare calcio in questa città”

A cura di Mario Gaetano

SORA – Più che una conferenza stampa è un grido d’allarme. Il patron del Sora, Angelo Tinto, si confessa davanti a microfoni e taccuini: “C’è la volontà di lasciare il Sora dopo due annate difficili. Avevo detto in più occasioni di voler fare un passo indietro, lasciare la società ad un imprenditore locale che non è ancora arrivato”.
Breve ricapitolo dell’annata appena terminata. “Quest’anno credevo di fare qualcosa di più rispetto allo scorso anno ma nel calcio non tutto è sicuro. La tifoseria non ha accettato mister Schettino, il cambio con mister Giacomarro ha prodotto un inizio eccellente poi lo spogliatoio era in rivolta, c’è stata una rottura. Ho dovuto fare una scelta importante: una sola persona da esonerare o dieci giocatori da cacciare. Siccome avevo dato anticipi importanti a tanti di quei dieci giocatori allora ho pensato di esonerare il mister. Quindi ho dato l’incarico a mister Montemitoli, per due partite, poi con la sosta natalizia abbiamo sondato Marco Amelia e Marco Scorsini che, oltre a darci una sicurezza a livello tecnico, aveva anche garantito un avvicinamento da parte di imprenditori locali. Purtroppo ciò non è successo e c’è stata rottura con mister Scorsini. Ringrazio mister Lancia per aver accettato l’incarico, non è stato semplice perché faceva parte dello staff di mister Scorsini”.

GLI IMPRENDITORI INTERESSATI – Tre trattative si sono avvicinate a Tinto. “Mario Russo detiene il 30% della Sarnese, ci siamo visti ma non ci sono state le condizioni, non era così tanto interessato al Sora. Ci sono persone di Roma e Latina fortemente interessate al titolo. Verrà spostato? A me non è stato detto né ho percepito di un trasferimento del titolo”.
Poi una nota amara. “Con il sindaco ci sono stati diversi incontri, poteva impostare un discorso con imprenditori di Sora. Poteva darmi un senso, un qualcosa per rimanere a Sora. Invece abbiamo preso 12.000 euro di sponsor il primo anno, il secondo anno invece 70.000 euro grazie a Davide Puccia e Vittorio Milito. Figuriamoci se si fosse impegnato qualcuno”.
Non è andato meglio con la campagna abbonamenti. “Abbiamo avuto, in due anni di D ben 67 abbonati il primo anno e 94 abbonati quest’anno”. Una miseria. “In più sono stato accusato di esser stato accostato all’Ancona quando, invece, l’interessamento per i dorici era di mio padre, non il mio. Sarei rimasto qui a Sora – prosegue il patron – ma qua a Sora c’è un gruppo sorano che mi ha remato contro”. Serve, insomma, un contributo dell’amministrazione e degli imprenditori locali che dovrebbero dare un contributo per la squadra. “Il Termoli era senza presidente da dicembre, il sindaco ha portato avanti per 5 mesi la squadra. Ringrazio Antonio Altobelli che mi è stato vicino, Davide Puccia, Vittorio Milito, Gennaresi e Tranquilli. Qua a Sora ci sono imprenditori locali che fanno sponsor al Frosinone”. L’amarezza in una frase. “Se gli sponsor non arrivano, senza amministrazione né imprenditori locali il calcio così non si può fare”.
Ultima battuta sulle pendenze dei calciatori. “Non ce ne sono. Non abbiamo pendenze. Anzi acquisiremo il premio giovani, di 25.000 euro, e due plusvalenze per Antinori e Boglione”. Chiusura sul perché è naufragata la trattativa con l’imprenditore di Ceccano, Lunghi. “Sarebbe tornato dopo 10-15 giorni perché per lavoro doveva partire per l’Africa. Ed io, in caso di non passaggio di consegne, non sarei in grado di sostenere un altro anno il Sora in D”.