La LND al Social Football Summit. Abete: “Con 34.000 lavoratori sportivi il calcio di base impatta sull’economia del Paese”

La LND al Social Football Summit. Abete: “Con 34.000 lavoratori sportivi il calcio di base impatta sull’economia del Paese”

E’ iniziato il Social Football Summit con la Lega Nazionale Dilettanti subito protagonista nel panel dedicato “all’orientamento istituzionale e la centralità dello sport”; “Prospettive di cambiamento nell’educazione sportiva”. A Roma all’interno dello Stadio Olimpico relatore il Presidente della LND Giancarlo Abete insieme al Capo Dipartimento Politiche Giovanili e Servizio Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri (ex Dipartimento Sport) Michele Sciscioli, al Senatore della Repubblica Marco Scurria ed a Lorenzo Valeri della Commissione Dirigenti e Collaborativi Sportivi A.Di.Se.

Il Presidente Abete davanti ad una platea di giovani professionisti del settore è andato dritto al cuore del tema dell’incontro illustrando il ruolo della LND all’interno del nuovo scenario che va delineandosi dopo la riforma dello sport:”Il calcio di base è una rappresentazione plastica dell’Italia in tutte le sue sfaccettature, risorse e potenzialità. Il report annuale redatto dalla FIGC è chiaro: il gettito fiscale generato dal calcio non può essere paragonato neanche lontanamente a quanto lo Stato investe nello stesso sport. E’ un confronto che richiede un nuovo approccio, dobbiamo spostarci dal “particulare” per arrivare a studiare lo scenario nel suo insieme”.

 

Abete ha portato all’attenzione della platea numeri significativi per aprire una riflessione sul ruolo del calcio all’interno del sistema Paese:”I nostri tesserati rappresentano il 23% del totale del CONI. La LND conta più di un milione di calciatrici e calciatori, 380.000 sono dilettanti, 710.000 da ricondurre al Settore Giovanile e Scolastico. Siamo la fotografia del paese reale. Con noi i giovani si divertono ed al contempo aumentano la loro professionalità soprattutto dopo la riforma del lavoro sportivo. Il calcio di base sta vivendo una rivoluzione epocale se pensiamo che allo scorso 17 Novembre abbiamo già stipulato 34.000 contratti di lavoro sportivo, un numero di gran lunga superiore a tutto il settore professionistico”.

Il Presidente della LND ha concluso l’intervento lanciando uno sguardo sul futuro:”Dopo la riforma dello sport la Lega Nazionale Dilettanti dovrà gestire due tipologie di tesserati.  Da una parte i soggetti titolari di contratto e dall’altra i puri volontari. Si apre uno scenario lavoristico nuovo che prevede altre sensibilità ed attenzioni da parte dello Stato. Una richiesta giustificata se pensiamo ai benefici che i Paesi hanno sempre tratto investendo nello sport. Per il mondo del calcio ad oggi, il ritorno economico e la ricaduta sul sociale sono insufficienti”.