Pomezia, Patron Bizzaglia archivia un 2022 da sogno: “E’ stato un anno trionfale. Il 2023 me lo aspetto ancora più magico”

Pomezia, Patron Bizzaglia archivia un 2022 da sogno: “E’ stato un anno trionfale. Il 2023 me lo aspetto ancora più magico”

Quando il 2022 sta per volgere al termine, abbiamo avuto il piacere di intrattenere una piacevole conversazione con Alessio Bizzaglia.

Il patron del Pomezia Calcio 1957 e della Fortitudo Pomezia di calcio a cinque si è lasciato andare a riflessioni molto interessanti su un anno davvero indimenticabile per i suoi due club, gettando uno sguardo d’insieme sul prossimo futuro.

 

Patron Alessio Bizzaglia, si sta per chiudere un anno, il 2022, che l’ha vista trionfare sia con il Pomezia Calcio 1957, tornato in Serie D grazie alla storica vittoria nella Finale Play Off contro il Livorno, sia con la Fortitudo Pomezia di calcio 5, approdata in Serie A in virtù del double coppa-campionato.

Quali sono le emozioni ed i ricordi che porterà nel suo cuore?

“Che dire?

E’ stato un anno pieno di emozioni magnifiche e di emozioni uniche.

Tranne la Coppa Italia di Eccellenza possiamo dire di aver vinto tutto quello che era possibile vincere sia con il Pomezia calcio che con la Fortitudo Pomezia.

Per noi il 2022 è stato l’anno dei trionfi e lo porterò sempre nel cuore.

Penso alla coppa a Policori, il 7-0 a Salsomaggiore ed alla fantastica vittoria nella finalissima con il Livorno nonostante le tante difficoltà che abbiamo trovato sul nostro cammino.

Per me è stato davvero un orgoglio vedere Pomezia, la città che amo, ai vertici nazionali”.

Passiamo all’attualità.

Il Pomezia Calcio, inserito nel Girone G di Serie D, ha chiuso il girone di andata a 17 punti, frutto di 4 vittorie, 5 pareggi e 7 sconfitte e con una gara con il Nola da recuperare ad inizio gennaio.

Il suo bilancio è positivo o negativo?

“Per quanto riguarda la prima parte di stagione mi considero soddisfatto, perché sono dell’opinione che bisogna sempre capire la categoria e noi siamo di fatto alla prima esperienza.

Nonostante questo, dico che siamo stati bravi ad allestire una squadra di livello medio-alto.

Finora non siamo stati particolarmente fortunati in alcune circostanze, ma sono convintissimo del lavoro del direttore sportivo Mezzina e di mister Venturi.

Inoltre, sono orgoglioso dei miei giocatori anche sotto il profilo umano e sono sicuro che tutti insieme ci tireremo fuori dall’attuale situazione in classifica”.

Capitolo Stadio Comunale di Via Varrone: dall’inizio dell’anno purtroppo tutte le squadre del Pomezia Calcio 1957 sono costrette a giocare le proprie partite casalinghe a porte chiuse.

Sappiamo che lei è il primo a soffrire di questa situazione.

Ci sono i presupposti affinché questo annoso problema si risolva in tempi brevi?

Che genere di risposte sta ricevendo da parte dell’Amministrazione Comunale?

“Ad oggi il problema più grande è proprio questo.

Tutti sanno che ho investito tantissimo con le mie aziende per rimettere a norma il manto erboso e poi mi sono trovato di fronte una situazione non dipendente dalla mia volontà, cioè un’omologazione non concessa per problemi inerenti la struttura dello stadio.

In parole semplici, il famoso documento inerente il pubblico spettacolo.

Stavamo lavorando alacremente con il Comune per risolvere tutto, poi le note vicissitudini che hanno portato alla caduta della governance a causa di una spaccatura all’interno del Movimento Cinque Stelle hanno bloccato tutto.

Tutti sanno che la mia volontà è quella di creare una struttura a livello nazionale.

Del resto, erano già stati realizzati investimenti importanti in fase di progettistica, ma ora come ora con il commissario si fa fatica a portarli avanti.

Io continuo ad avere una grandissima voglia di costruire lo stadio insieme a quelle strutture che portino con loro la possibilità di trovare nuovi sbocchi lavorativi per molte persone.

Ecco perché resto assolutamente convinto che, se in questa città mi faranno costruire lo stadio che ho in mente, riusciremo a portare il nome di Pomezia sulla ribalta nazionale.

In questo momento, essendoci un commissario, tutto va più a rilento perché vanno gestite prima le cose ordinarie, mentre quelle straordinarie passano in secondo piano.

Voglio sottolineare che sia con il commissario che con gli attuali dirigenti ho costruito un ottimo rapporto, ma gli aspetti più importanti potremo affrontarli soltanto quando subentrerà la nuova governance.

Solo allora potremo metterci seduti intorno ad un tavolo per sistemare le cose.

È evidente che un club come il Pomezia non possa continuare a giocare a porte chiuse, perché tutti coloro che amano questi colori ne soffrono terribilmente.

In questa fase l’unica cosa che ho potuto fare è stata garantire la ripresa televisiva degli allenamenti e delle partite per consentirne la visione ai genitori ed ai tifosi grazie ad un ulteriore investimento da parte delle mie aziende. 

In tempi brevi ci incontreremo con commissario e dirigenti per vedere se esiste la possibilità di riaprire in tempi brevi le porte e se potrà andare avanti il progetto dello stadio, altrimenti sarà difficile.

Non si può fare un altro anno a porte chiuse”.

Per quanto concerne la Fortitudo Pomezia, gli attuali 18 punti vi attribuiscono una posizione di centro classifica ed avete appena affrontato il Napoli capolista.

È soddisfatto della prima parte della stagione?

“Siamo a due punti dai play-off.

L’altro giorno, a due minuti dalla fine vincevamo per 4-2 contro una squadra fortissima ed anche se alla fine siamo stati battuti per 5-4, sono soddisfattissimo del lavoro del direttore Ajello, di mister Fernandez e di tutta l’equipe del calcio a cinque.

Secondo me, arriveremo a giocarci i playoff, perché ho dei ragazzi veramente in gamba ed un allenatore stupendo.

Desidero rivolgere i miei personali complimenti a tutto l’entourage, perché stanno svolgendo un lavoro fantastico”.

Oltre ad essere un imprenditore di fama nazionale, lei è soprattutto il primo tifoso dei colori rossoblù del Pomezia.

Sono anni che investe tantissimo e permette a tantissime persone di coltivare i propri sogni calcistici e non.

Cosa si aspetta dal 2023?

“Per quanto riguarda il prossimo anno la prima gioia che mi aspetto è che questa amministrazione o quella futura si rendano conto di quanto sta investendo di tasca propria un imprenditore che è innamorato della sua città.

Voglio chiarire che nessuno mi ha mai obbligato, non ho interessi particolari e sono riuscito a guadagnarmi da vivere grazie alle mie aziende.

Tutti sanno che Bizzaglia cammina grazie alla propria linfa e grazie ad un’azienda che ha quarantuno anni di storia alle spalle e che nel settore dello smaltimento dei rifiuti sanitari è la seconda a livello nazionale.

Detto ciò, mi auguro che il commissario e gli organi competenti si rendano conto che c’è grande voglia di portare il nome di Pomezia nei ranghi che le competono, ossia nel professionismo.

Per quanto concerne, invece, il calcio a cinque, auspico una crescita contestuale negli spazi che ci consentano di praticare questo sport in maniera più adeguata.

Mi aspetto che tutti capiscano che io sono mosso soltanto dall’amore verso questi colori e che mi siano vicino in questi progetti, perché tutti gli investimenti sono stati fatti di tasca mia e mai basandomi su contributi pubblici.

Se la futura Amministrazione comprenderà che sono stati propedeutici a portare questa città a livelli nazionali sono certo che potremo fare bene, quindi mi aspetto che finalmente ci si possa mettere a tavolino e realizzare quanto abbiamo progettato.

In caso contrario, senza infrastrutture e senza quella redditività che possa garantire ad una società di vivere delle sue stesse risorse, sarà difficile andare avanti con investimenti di un certo tipo.

Colgo occasione per fare auguri a tutta la città, ma soprattutto alla mia famiglia che mi supporta in tutto, specialmente a mia moglie, a mia sorella, a mio cognato, ai miei figli ed ai miei nipoti.

Loro tutti sono  la mia vera forza e mi permettono di dedicare tutto questo tempo al Pomezia Calcio ed alla Fortitudo Pomezia”.