A cura di Manlio Vignola
SORA- Il conto alla rovescia è finito nel modo che tutta la città temeva. Il Sora non è stato iscritto al prossimo campionato di Serie D e, salvo sviluppi straordinari, si interrompe il percorso sportivo di uno dei club più storici del calcio laziale.
Una notizia che scuote l’intero ambiente bianconero e lascia nello sconforto tifosi, istituzioni e appassionati. Per settimane si era lavorato per trovare una soluzione che consentisse alla società di mantenere il titolo sportivo e completare successivamente il passaggio di proprietà. Tentativi che, però, non hanno prodotto l’esito sperato.
Nelle ultime ore erano proseguiti i contatti con gli imprenditori Mario Russo e Denny Lunghi, indicati come interessati a rilevare il club e a garantirne la continuità. Parallelamente anche il Comune di Sora, con il sindaco Luca Di Stefano, aveva intensificato gli sforzi per favorire una soluzione, arrivando a trasmettere una diffida alla società affinché procedesse con l’iscrizione.
Secondo le ricostruzioni emerse nelle ultime ore, la domanda di iscrizione avrebbe potuto consentire di salvaguardare la categoria in attesa della definizione dell’eventuale cessione societaria. Un’ipotesi che, tuttavia, non si è concretizzata.
Restano ora numerosi interrogativi sulle motivazioni che hanno portato a questo epilogo. Al momento non risultano chiarimenti ufficiali da parte del presidente Angelo Tinto, mentre cresce il malcontento della tifoseria, che nelle ultime settimane aveva manifestato più volte il proprio attaccamento ai colori bianconeri.
Per Sora è una giornata destinata a entrare nella storia. Si chiude, almeno per ora, un capitolo lungo 119 anni, costruito tra campionati, promozioni, delusioni e una passione tramandata di generazione in generazione. Il futuro del calcio cittadino resta tutto da scrivere, ma l’obiettivo, condiviso da istituzioni e tifosi, sarà quello di far ripartire una piazza che ha sempre dimostrato di meritare un palcoscenico importante.




