JUNIORES ELITE: CIVITAVECCHIA, PARLA ROCCHETTI: “PIU’ PUNTI POSSIBILI, DIVERTENDOCI”.

JUNIORES ELITE: CIVITAVECCHIA, PARLA ROCCHETTI: “PIU’ PUNTI POSSIBILI, DIVERTENDOCI”.

A cura di Andrea Curati De Pietro

 

Il campionato Juniores Elite sta entrando velocemente nel vivo, e dopo sole tre giornate, la classifica del Girone A è serrata. Il Civitavecchia di mister Rocchetti è in cima al raggruppamento in coabitazione con l’Urbetevere, il Settebagni e l’Accademia Calcio Roma. Sono sette i punti conquistati in tre giornate, frutto delle due vittorie interne nella roccaforte del “Tamagnini” con il Fiano Romano e con l’Atletico Acilia, e del pareggio esterno con il Montespaccato. Nella prossima giornata i nerazzurri, guidati ormai dalla colonna del team tirrenico, farà visita alla Nuova Tor Teste al “Candiani”.

Il mister nerazzurro è intervenuto ai nostri microfoni per commentare con noi questo avvio esaltante dei suoi ragazzi.

 

Buongiorno mister Rocchetti,

L’avvio di stagione è sicuramente positivo, cosa c’è alla base di questi ottimi risultati?

“Sono molto soddisfatto di questo inizio. Alla base di questi risultati c’è sicuramente la coesione del gruppo, elemento fondamentale per ottenere prestazioni di livello. Sono fermamente convinto che il collettivo vinca sul singolo. Le individualità ti possono far vincere due o tre gare nell’arco di un campionato, il collettivo invece, se unito e coeso, garantisce una maggiore continuità di risultati e prestazioni. Ovvio che poi non dipende solo da noi, perché gli episodi esistono in una partita e molto dipende anche dal tuo avversario.”

Dopo aver allenato Giovanissimi e Allievi, ormai è un’istituzione di questa società, cosa cambia nell’allenare ragazzi di diverse fasce di età?

“Cambia totalmente. Mentre nei ragazzi di quattordici-quindici anni l’attenzione dell’allenatore si fa più viva sotto l’aspetto tecnico, già dai diciassette anni in poi l’aspetto atletico e agonistico è messo maggiormente sotto la lente di ingrandimento. Ovviamente serve comunque il piano tecnico, perché è un aspetto da non sottovalutare, ma in un campionato molto fisico come quello della Juniores l’aspetto atletico è dominante.”

C’è un discorso aperto tra Juniores e prima squadra?

“Sicuramente. Esiste un rapporto di dare-avere fra la nostra rosa e quella della prima squadra. Un rapporto di reciproco aiuto che sta anche alla base della crescita dei ragazzi e dei loro obiettivi. Il settore giovanile può considerarsi come trampolino di lancio per i ragazzi che poi andranno a giocare in prima squadra. E’ un lavoro che si fa in prospettiva futura.”

Qual è la sua filosofia di gioco?

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Andrea Rocchetti

“Sono fermamente convinto che il possesso palla sia fondamentale per vincere le gare. Tramite il possesso palla hai la possibilità di creare numerose occasioni e mantenere le redini del gioco. Il discorso è semplice, più tempo hai il possesso, meno ce l’hanno i tuoi avversari e di conseguenza gli dai meno possibilità di creare gioco e farti male. Se gestisci il gioco nove volte su dieci fai risultato, poi certamente la casualità e gli episodi sono parte integrante del gioco, ma la fortuna te la devi anche creare da solo.”

Nella prossima gara, la 4^ giornata, farete visita alla Tor Tre Teste, una società molto blasonata che ha obiettivi ambiziosi. Che ruolo volete interpretare nella sfida del “Candiani” e come state preparando la gara?

“Andremo ad affrontare una squadra con un blasone conosciutissimo. E’ una formazione forte che dopo la prima sconfitta ha reagito alla grande vincendo con un margine notevole, proprio al “Candiani”, contro il San Basilio, e poi a Montefiascone con un risultato secco. Stiamo lavorando sodo, quando giochi contro certe squadre non lasci nulla al caso, e bisogna curare tutto nei minimi dettagli. E’ una formazione che ambisce a qualificarsi alle finali, noi faremo del nostro meglio e mi aspetto una grande partita.”

Con otto reti messe a segno in tre gare, la sua squadra ha il secondo miglior attacco, proprio come la Tor Tre Teste, può essere un fattore determinante?

“Nel calcio concretizzare è lo scopo ultimo di tutto il lavoro che si fa sia in settimana sia durante la gara, deriva molto dal possesso palla. Sono soddisfatto dei gol realizzati e sicuramente può essere un fattore fondamentale nel proseguo del campionato.”

Il Girone A è stato descritto da molti addetti ai lavori come un raggruppamento di ferro con formazione quasi tutte di fascia medio alta. Cosa si aspetta da questa stagione e quali sono gli obiettivi fissati?

“E’ certamente un girone molto complicato, ma allo stesso tempo elettrizzante e motivante. Confrontarsi con squadre di un certo calibro ti aiuta a crescere e a fare sempre meglio mantenendo sempre alta la tensione. E’ un girone difficile, composto da numerose squadre di blasone e altre di medio alto livello. E’ un raggruppamento che, secondo me, vedrà uscire fuori una sorpresa. Mi hanno parlato molto bene dell’Accademia, del Settebagni ma anche quando siamo andati ad affrontare il Montespaccato, ho trovato una formazione quadrata, ostica e ben messa in campo. Sarà molto impegnativo, ma non ci tiriamo indietro cercando di fare più punti possibili divertendoci, cullando sempre il sogno nel cassetto delle finali.”