VALLE DEL TEVERE, NERI E’ PRONTO: “IL CIVITAVECCHIA? GRANDE SQUADRA, IL CAMPIONATO CE LO GIOCHIAMO CON LORO E CON LO SFF ATLETICO…”

VALLE DEL TEVERE, NERI E’ PRONTO: “IL CIVITAVECCHIA? GRANDE SQUADRA, IL CAMPIONATO CE LO GIOCHIAMO CON LORO E CON LO SFF ATLETICO…”

Non sta più nella pelle.

Dopo l’infortunio che, di fatto, lo ha estromesso dai giochi nella fase decisiva dello scorso campionato quando ancora vestiva la maglia dello Sporting Città di Fiumicino ed il suo clamoroso passaggio estivo alla Valle del Tevere, Marco Neri è pronto ad imprimere il suo marchio nel campionato.

I guai fisici che lo hanno tormentato nei mesi scorsi sembrano ormai un lontano ricordo e già domenica scorsa Stefano Scaricamazza gli ha concesso una mezz’ora nella fase finale del match casalingo contro la Boreale.

Uno scampolo di partita che ai sabini non è bastato ad evitare il ko con i biancomalva, ma che al talentuoso attaccante testaccino ha restituito entusiasmo e fiducia.

Ora nel mirino c’è la partita di Cerveteri con un Civitavecchia che ha già messo nel carniere tre punti importanti vincendo nella tana dell’Atletico Vescovio e che proverà a dare un ulteriore scossone alla classifica.

Neri è pronto a raccogliere il guanto di sfida ed ha confidato le sue sensazioni ai nostri microfoni.

 

Marco, cominciamo dalla tua condizione fisica.

Come ti senti?

“Devo dire che sto bene, anzi non mi aspettavo di essere già così a buon punto.

Vengo da tre mesi pesanti.

Per un lungo periodo non sono neppure stato in grado di poggiare il piede per terra e la lunga inattività mi aveva anche fatto aumentare di peso.

Per fortuna, è intervenuto Alessio (Bianchi, ndr) che mi ha messo a dieta, ferrea, e adesso posso dire di essere quasi al top”.

Domenica partirai nell’undici titolare?

“Non lo so, queste decisioni competono al mister.

Io sono pronto a dare il mio contributo”.

Che cosa non ha funzionato contro la Boreale?

“Io penso che abbiamo sbagliato l’approccio alla partita ed abbiamo commesso disattenzioni non da noi.

A fine gara eravamo tutti molto dispiaciuti, ma la società ci ha immediatamente fatto sentire la sua vicinanza, senza caricare la sconfitta.

Un atteggiamento giusto, può succedere di sbagliare una gara”.

Il calendario è pronto a mettervi di fronte quello che in molti considerano uno scontro diretto.

“Conosciamo la forza del Civitavecchia, ma noi siamo consapevoli delle nostre qualità.

I miei compagni sanno bene cosa penso fin dal primo allenamento: questo campionato possiamo vincerlo.

Ce lo giocheremo con i nerazzurri e con lo SFF Atletico di mister Scudieri”.

Se potessi, quale giocatore toglieresti alla formazione di Staffa?

“Se non dico Maurizio (Alfonsi), lui si offende (ride).

Mi piace molto anche Laurato”.

Da anni sei corteggiatissimo dal Civitavecchia, ma questo matrimonio non riesce proprio a consumarsi…

“Quella piazza mi è rimasta nel cuore, anche se ci ho giocato per poco tempo.

Con la maglia nerazzurra ho segnato il mio primo gol in Eccellenza ed è un ricordo che conservo gelosamente”.

La Valle del Tevere ha un reparto offensivo piuttosto nutrito.

Non correte il rischio di dare vita ad un’eccessiva competizione tra di voi?

“No, il nostro è un gruppo composto da ragazzi intelligenti e che sanno che la stagione è lunga e ci sarà spazio per tutti.

Domenica scorsa, ad esempio, è toccato a me.

Vedrete, non ci saranno problemi di sorta”.

Nel recente passato la sorte ti ha dato finalmente la possibilità di cimentarti nelle categorie superiori, un premio probabilmente tardivo rispetto alle tue qualità.

“La Lega Pro resta un dispiacere, purtroppo mi hanno sempre messo i bastoni tra le ruote.

Adesso il mio obiettivo è divertirmi un altro paio d’anni con il calcio giocato e poi vedremo…

Il futuro?

Non mi dispiacerebbe allenare nel settore giovanile, con i grandi le tensioni sono troppe.

La Valle del Tevere mi ha già dato la possibilità di cimentarmi con un gruppo di bambini della scuola calcio e la cosa mi sta piacendo molto…”.

Che ambiente hai trovato a Forano?

“Avevo già avuto modo di conoscerlo e di apprezzarlo all’indomani della mia separazione con la Lupa Roma.

Qui ti fanno sentire a tuo agio fin dal primo momento, difficile chiedere di meglio”.

Un incentivo importante è stata naturalmente la presenza di Alessio Bianchi.

Come lo hai ritrovato nelle vesti di direttore sportivo, oltre a quelle consuete di calciatore?

“Il rapporto tra me ed Alessio è speciale e parte da molto lontano: siamo stati amici, compagni di squadra e poi siamo divenuti addirittura cognati.

Lui continua a sostenere che questo per lui sarà l’ultimo anno da giocatore, ma io vedo come si allena.

E’ molto carico.

Gli ho già detto che, se dovessimo salire in Serie D, dovrà scendere in campo anche nella prossima stagione (ride)…”.

Se si parla di Valle del Tevere, non si può davvero trascurare la figura di Enzo De Santis.

Che rapporto hai con lui?

“Il presidente è come un papà per tutti noi.

Quando giochiamo, lui soffre insieme alla squadra.

La sua presenza è fondamentale”.